Trade Wars and Global Competition

Trade Wars and Global Competition

Trade Wars and Global Competition

Autore: Centro Studi del Pensiero Liberale

Data: 12/09/2018

Ore: 18:00 - 21:00

Luogo: Hotel Baglioni - Via Senato 5, Milano

Tematica: Credito

Descrizione dell’evento:

Il protezionismo pone importanti sfide all’economia italiana e globale, innescando un circolo potenzialmente esplosivo. Questo il tema trattato nell’evento organizzato dal Centro Studi del Pensiero Liberale, presieduto da Francesco Ferri, a Milano il 12 settembre con titolo : Trade Wars and Global Competition: il posizionamento dell’Italia tra Europa, Cina e Stati Uniti. Introdurrà il dibattito il Presidente del Centro Studi, Francesco Ferri. Action Institute parteciperà all’evento, con un intervento da parte della presidente Carlotta de Franceschi.

 

La scintilla è scoccata in marzo, ma l’incendio, a sette mesi di distanza, sembra tutt’altro che destinato a spegnersi. Se di dichiarazione di guerra non si può parlare senza scadere nell’iperbole, la decisione del presidente americano Donald Trump di applicare dei dazi commerciali alle importazioni di alcuni beni ha generato un’ondata di ripercussioni a catena che rischiano di danneggiare i fragili equilibri commerciali e politici mondiali, forgiati da vent’anni di multilateralismo e cooperazione internazionale.

 

Inizialmente esclusi dalle tariffe doganali, gli stati membri dell’Unione Europea, tradizionale partner commerciale e strategico degli Stati Uniti, sono stati colpiti da un secondo round di sanzioni, che ha coinvolto anche Canada e Messico. La tassa del 25% sulle esportazioni di acciaio e del 10% su quelle di alluminio non ha lasciato indifferenti i vertici di Bruxelles, che hanno risposto con la promessa di una controffensiva, seguita a fine giugno dall’introduzione di dazi su prodotti iconici dell’export a stelle e strisce. La reazione decisa di Bruxelles ha sortito i suoi effetti, visto che dopo circa un mese di scaramucce e minacce verbali il presidente Trump ha ricevuto alla Casa Bianca l’omologo della Commissione Europea Juncker. L’incontro tra i due leader ha scongiurato il proseguimento delle tensioni commerciali e inaugurato un periodo di collaborazione finalizzato a raggiungere l’obiettivo delle “zero tariffe, zero barriere commerciali, zero sussidi su beni industriali che non siano le auto”.

 

Ben più sottili i risvolti della vicenda che contrappone gli Stati Uniti e la Cina. L’equilibrio tra le due maggiori economie mondiali è stato perseguito imboccando la strada della convergenza economica e tecnologica ancor prima che quella politica. Come osservato da Pisani-Ferry, Russia e Cina non si sono allineate politicamente alle democrazie liberali, ma hanno beneficiato degli standard economici delle economie di mercato. Il presidente Trump ha giustificato l’imposizione dei dazi con un articolo del Trade Act, un documento del 1974 che lo autorizza a prendere provvedimenti in presenza di violazioni dei trattati commerciali che mettano in pericolo i beni americani, senza l’autorizzazione del WTO. Tuttavia, la posta in gioco sembra essere decisamente più consistente. Ciò che veramente sembra essere messo in pericolo non sono le esportazioni dei prodotti USA o la salute delle imprese americane a breve termine ma la stessa posizione egemonica degli Stati Uniti nell’economia globale, esercitata attraverso il primato negli scambi internazionali del dollaro e ora minacciata da più parti.

 

In questo groviglio di interessi globali l’Italia si trova in qualità di membro dell’Unione stretta tra i due fuochi cinese e americano.

Parteciperanno all’evento in qualità di relatori:

Carlotta de Franceschi, Presidente, Action Institute

Piercarlo Padoan (Keynote speaker), Ex Ministro dell’Economia e delle Finanze, Governo italiano

Federico Imbert, CEO, Credit Suisse Italy

Biagio Giacalone, Intesa Sanpaolo

Emanuele Spoto, CEO, Telsy

Carlo Pelanda, Presidente, Quadrivio Italia
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